On the occasion of my solo exhibition at Tublà da Nives, I designed a specific installation with the intention of observing silence as a spatial element, imagining perceivable sounds as graphic components. “Please, could you stop the noise?” is the title of the exhibition but, more profoundly, it represents my search for silence—an antithesis to the noise often generated by chaos, which I strive to counter with the essentiality of thought (visualized in the form of Space).
The installation included two diptychs, four photographs that are part of my ongoing research, to which I added an additional linguistic element I have been experimenting with for the first time in recent months: chromatic inversion.
I find the application of chromatic inversion particularly intriguing. It does not radically alter the image, yet it introduces a disorienting effect—for instance, shadows become light. This element allows me not only to experience a detachment from reality (an aspect I pursue through my language) but also to perceive a tangible separation from matter, while still preserving my formal language.
The target remains the same: to create an idea of Space in which balance can be found (through the management of forms and proportions), characterized by a few elements so that it may be sufficiently “empty” to fulfill the need to welcome and contain, silent and orderly (through the careful arrangement of the selected elements), familiar yet not entirely recognizable, achieving abstraction without losing contact with reality.
An acoustic installation with a constant frequency accompanied the two diptychs: low volume, barely perceptible, the steady sound echoed the lines of my compositions, while a few seconds of urban noise recalled the everyday real dimension. The audio track then became imperceptible in the adjacent room: large, dimly lit, entirely wooden, it hosted a polyptych composed of six photographs which together constructed a very essential dynamic—my response to the initial question: What shape does silence have?


Installazione, Spazio #7450 e Spazio #7446, Klagenfurt 2025. Serie ,“C’è SPAZIO per tutti”. Fotografie digitali, stampe Fine art realizzate da Stefano Ciol, 70 x 70cm each
In occasione della mostra personale presso il Tublà da Nives ho studiato un allestimento specifico con l’intento di osservare il silenzio come elemento spaziale, immaginando i suoni percepibili come elementi grafici.
“Please, could you stop the noise?” è il titolo della mostra ma, in particolare, è la mia ricerca di silenzio, antitesi al rumore spesso generato da un caos che cerco di contrastare con l’essenzialità del pensiero (visualizzato in forma di Spazio).
L’allestimento includeva due dittici, quattro fotografie che fanno parte della mia ricerca e a cui ho aggiunto un ulteriore elemento linguistico che sto sperimentando per la prima volta in questi mesi: l’inversione cromatica.
Trovo interessante l’applicazione dell’inversione cromatica. E’ un elemento che non stravolge l’immagine però aggiunge un effetto disorientante, ad esempio le ombre diventano luci. Questo elemento quindi mi permette di sentire non solo l’allontanamento dalla realtà (aspetto che cerco attraverso il mio linguaggio) ma percepire anche un concreto distacco dalla materia, pur conservando il mio linguaggio formale.
L’obiettivo è sempre lo stesso, creare un’idea di Spazio in cui trovare equilibrio (attraverso la gestione delle forme e delle proporzioni), caratterizzato da pochi elementi così che possa essere sufficientemente “vuoto” per soddisfare la necessità di accogliere e contenere, silenzioso e ordinato (attraverso l’attenta gestione dei pochi elementi selezionati), familiare ma non completamente riconoscibile, per realizzare un’astrazione senza perdere il contatto con la realtà.
Un’installazione acustica con una frequenza costante accompagnava i due dittici: basso volume, appena percepibile, il suono costante riprende le linee delle mie composizioni, alcuni secondi di rumori urbani invece ricordano la dimensione reale quotidiana.
La traccia audio diventa poi impercettibile nella sala adiacente: grande, in penombra, completamente in legno, ospitava un polittico composto da sei fotografie che insieme costruiscono una dinamica molto essenziale che rappresenta la mia risposta alla domanda iniziale: Che forma ha il silenzio?


Installazione, Spazio #7444 e Spazio #7453, Klagenfurt 2025. Serie ,“C’è SPAZIO per tutti”. Fotografie digitali, stampe Fine art realizzate da Stefano Ciol, 70 x 70cm each





Installazione, Spazio #9619, Spazio #9617, Spazio #9616, Spazio #9601, Spazio #9598 e Spazio #9592, Udine 2025. Serie ,“C’è SPAZIO per tutti”. Fotografie digitali, stampe Fine art realizzate da Stefano Ciol, 100 x 70cm each









